Nel corso di recenti controlli della Guardia di Finanza, sono emerse irregolarità concrete nella gestione di alcune compravendite, con sanzioni fino a 50.000 euro per violazioni del D.Lgs. 231/2007

Le sanzioni antiriciclaggio per agenzie immobiliari non nascono quasi mai da un’operazione “criminale”.
Nascono da un controllo. È iniziato con una richiesta semplice:
“Ci servono alcuni fascicoli di compravendita conclusi negli ultimi mesi.”
Il controllo ha riguardato operazioni svolte tra il 2025 e il 2026.
Pratiche normali. Nessuna operazione eclatante.
Ma nei fascicoli mancavano elementi che la normativa impone di documentare ai sensi del D.Lgs. 231/2007.
Ed è lì che sono nate le contestazioni.
Adeguata verifica: il primo motivo di sanzioni antiriciclaggio per agenzie immobiliari
Tre delle pratiche esaminate presentavano criticità nella adeguata verifica della clientela.
In un caso non era stato identificato correttamente il titolare effettivo
In un altro i moduli risultavano non firmati
In un altro ancora la verifica era stata completata dopo la conclusione dell’accordo
Il verbale richiama espressamente il mancato rispetto degli obblighi previsti dal D.Lgs. 231/2007. E c’è un punto che molti sottovalutano: la verifica deve essere fatta prima o al momento della conclusione dell’affare, non dopo.
Molti agenti pensano che l’identificazione successiva in sede notarile possa “coprire” eventuali mancanze.
Ma la normativa chiarisce che gli obblighi gravano direttamente sugli agenti immobiliari.
Quando la verifica è tardiva o incompleta, si rientra tra le principali sanzioni antiriciclaggio per agenzie immobiliari, con importi che possono arrivare fino a 50.000 euro nei casi più gravi.
Conservazione documenti: quando una data genera una sanzione
In una delle pratiche mancava la prova documentale del conferimento dell’incarico.
Non il cliente.
Non l’immobile.
Una data.
Nel verbale viene contestato che non sono state conservate correttamente le informazioni relative all’incarico.
E quando la documentazione non è presente nel fascicolo, per l’ispettore non esiste.
La normativa non valuta le intenzioni.
Valuta ciò che è conservato.
Ed è proprio la gestione disordinata della conservazione uno dei motivi più frequenti di sanzioni antiriciclaggio per agenzie immobiliari.
Quando scatta l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta?
L’ultima pratica riguardava un acquisto immobiliare di importo rilevante effettuato da una società con un profilo economico non pienamente coerente rispetto all’investimento.
Il verbale richiama anche il mancato inoltro della segnalazione di operazione sospetta.
È importante chiarirlo:
Non serve la prova di un reato.
È sufficiente un sospetto fondato basato su indicatori oggettivi.
La mancata segnalazione comporta una sanzione autonoma di 3.000 euro in misura fissa.
Molti agenti temono di “esagerare” con le segnalazioni.
In realtà, il rischio maggiore è non farle quando necessario.
Come evitare sanzioni antiriciclaggio per agenzie immobiliari
Molte delle criticità emerse in controlli di questo tipo derivano da:
- verifiche fatte in ritardo
- fascicoli incompleti
- titolari effettivi non ricostruiti fino alla catena finale
- assenza di una valutazione strutturata del rischio
È proprio su questi aspetti che interviene un partner come Regold, specializzato nella gestione completa degli obblighi antiriciclaggio per agenzie immobiliari.
Con Regold:
- l’adeguata verifica viene gestita in modo strutturato e tracciabile
- la valutazione del rischio è formalizzata e documentata
- la conservazione è organizzata secondo i requisiti normativi
- viene garantito supporto diretto in caso di controllo
- e soprattutto, le responsabilità legali vengono assunte secondo il perimetro contrattuale del servizio
Questo significa non solo risparmiare tempo, ma avere un sistema che permette all’agente di essere sempre in regola.
E il controllo può trasformarsi in una sanzione.
Se vuoi approfondire come funziona il servizio, puoi visitare la pagina dedicata all’antiriciclaggio.
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