Novità sia sul fronte della cedolare secca, sia sul contratto concordato agevolato

Con la conferma del Decreto Crescita, sono stati introdotte novità che riguardano, tra le altre, la proroga dei contratti di locazione in cedolare secca e a canone concordato agevolato.

La normativa, in pratica, ha da una parte agito sotto il profilo delle sanzioni, dall’altro sotto l’aspetto dell’interpretazione contrattuale.

In questo articolo cercheremo di spiegare in maniera semplice quali sono i cambiamenti apportati dal Decreto Crescita per i contratti di locazione.

Invitiamo, però, gli Agenti e le Agenzie Immobiliari che si riconoscono nei casi di cui parleremo tra poco, a contattare l’assistenza di Regold in modo da fornire una consulenza specifica e precisa rispetto alla situazione particolare.

Sanzioni per la proroga dei contratti in cedolare secca

Il primo, importante, effetto del Decreto Crescita è quello di abrogare le sanzioni previste nell’articolo 3 del Decreto 23/2011, in relazione all’obbligo di comunicazione della proroga per i contratti in cedolare secca.

Significa, per fare un esempio, che se un agente immobiliare si accorge oggi di non aver inviato la comunicazione di proroga in un anno precedente, potrà farlo senza incorrere in sanzioni.

Attenzione perchè l’obbligo di comunicare la proroga rimane comunque. Il rapporto di locazione non viene rinnovato tacitamente anche se scritto nel contratto. La cosa che cambia è che se si manca di comunicare entro 30 giorni la proroga del contratto non si sarà più costretti a pagare la sanzione. Se il locatore avrà mantenuto un comportamento idoneo (cioè, avrà dichiarato la cedolare in denuncia dei redditi) non avrà problemi e neppure “multe” da pagare.

Risoluzione dei contratti in cedolare secca.

Oltre alla proroga, nel Decreto Crescita si abroga la sanzione anche per quanto riguarda la risoluzione nata in cedolare secca. Pur comunicando successivamente la risoluzione non si andrà incontro ad alcun tipo di sanzione. La norma vale anche per tutti i nuovi contratti 6+6 in C1 nati a gennaio 2019. Per questa particolare tipologia, vi rimandiamo a un nostro articolo.

È bene ribadire che l’abrogazione del regime sanzionatorio ha efficacia retroattiva. Se, per dire, nel 2017 non ho risolto o prorogato un contratto e voglio comunicarlo oggi non pagherò niente.

Come prorogare il contratto concordato agevolato 

Altra importante novità introdotto riguarda l’ufficializzazione di come vada prorogato il contratto concordato agevolato (il classico 3+2). Gli agenti immobiliari conoscono bene il problema: non essendoci mai stata grande chiarezza, dopo la prima scadenza alcuni prorogavano di 2 anni, altri di 3. La stessa Agenzia delle Entrate non ha fornito risposte esaustive a riguardo, contribuendo a confondere le acque. Ora si è stabilito che la giusta proroga per questo tipo di contratti è il biennio. Il contratto a scadenza va prorogato di 2 anni in 2 anni. 

Ma se da un lato questa notizia può confortare Agenti e Agenzie Immobiliari, dall’altro apre una questione un po’ delicata. La conferma del biennio di proroga è un’interpretazione ufficiale di una legge del ’98. L’Agenzia delle Entrate potrebbe considerarla con effetto retroattivo, estendendo l’interpretazione a tutti i contratti della categoria nel tempo. Di nuovo, dunque, raccomandiamo gli Agenti Immobiliari di chiamare l’assistenza di ReGold per verificare insieme la situazione e schivare problemi! 

Il Decreto Crescita ha portato buone notizie per gli Agenti Immobiliari. Ma ha anche introdotto elementi per cui è opportuno un controllo, onde evitare fastidiose empasse successive.

ReGold nasce (e cresce) con la funzione di essere un sostegno vero per i professionisti del mattone. Per qualsiasi dubbio o richieste chiamateci allo 02-61299211 oppure contattaci tramite il nostro sito.