Negli ultimi giorni alcuni agenti immobiliari hanno espresso critiche molto decise: «non è obbligatorio», «sono adempimenti superflui», «non servono a nulla». Facciamo subito una precisazione fondamentale, perché qui nasce molta confusione.

La registrazione al Portale UIF non c’entra con questo dibattito.
L’agente immobiliare deve registrarsi nel momento in cui deve effettuare una segnalazione o è chiamato a rispondere a una richiesta di informazioni da parte della UIF, non prima. È un passaggio operativo legato alla segnalazione stessa e all’interlocuzione con l’UIF, non uno strumento organizzativo preventivo.
Detto questo, noi consigliamo comunque di effettuare l’iscrizione in anticipo, per una ragione molto semplice: tutelare l’agente immobiliare in caso di qualsiasi evenienza, evitando di dover gestire passaggi delicati e che richiedono un certo tempo nel momento più critico.
È lo stesso approccio che adottiamo con la procedura interna, la delega del Referente SOS e la formazione: non perché “qualcuno lo impone”, ma perché sappiamo, per esperienza diretta, cosa viene chiesto quando conta davvero.
E su questo punto possiamo dirlo senza esitazioni: la nostra esperienza non è teorica ed è difficilmente replicabile.
Da questo emerge che l’adozione di una procedura è un obbligo per le agenzie non coincidenti con una persona fisica e una raccomandazione per quelle che pur essendo persone fisiche si avvalgono nell’attività di collaboratori o dipendenti. La formazione è un obbligo anche per la persona fisica che deve conoscere la materia e la delega al Referente SOS è una facoltà per le agenzie diverse dalla persona fisica quando il legale rappresentante ritiene di non rivestire lui stesso la funzione di referente SOS.
La tua agenzia è pronta per una verifica?
La domanda giusta è un’altra
Continuare a chiedersi se questi adempimenti siano “formalmente obbligatori” rischia di spostare l’attenzione dal punto centrale. La domanda corretta è questa:
quando un’agenzia viene verificata, cosa le viene chiesto di dimostrare?
Perché è lì che si gioca la reale tutela dell’operatore.
Quello che vediamo, senza filtri
Regold affianca 14.500 agenzie immobiliari in tutta Italia. Questo significa una cosa molto chiara: vediamo cosa accade quando la teoria finisce e inizia la pratica.
Molte agenzie lavorano già con serietà e attenzione. Per loro, questo articolo è una conferma. Per chi è ancora indeciso, è un invito a non aspettare il momento sbagliato.
E nella pratica succede sempre la stessa cosa. Quando arriva una verifica, vengono richiesti subito:
- La procedura interna
- La nomina del Referente SOS
- La formazione antiriciclaggio
- I fascicoli di adeguata verifica
Non “a volte”. Non “in casi particolari”. Sistematicamente, in ogni verifica che abbiamo seguito. Questo emerge dai riscontri concreti e dall’esperienza sul campo.
Perché la nostra posizione è chiara
Il Provvedimento UIF del 18 dicembre 2025, in vigore dal 1° luglio 2026, introduce un principio preciso: l’organizzazione interna dell’agenzia viene valutata.
Questo significa una cosa sola: non basta dichiarare di conoscere la normativa. Bisogna dimostrarlo, con strumenti già pronti.
Dire “non serve” espone l’agente, non lo tutela
Sottovalutare questi adempimenti non protegge l’agente immobiliare. Lo espone a rischi concreti che, nella pratica, si traducono in situazioni difficili da gestire.
Questa non è teoria. È esperienza diretta.
Lo dicono i numeri: cosa rivelano i dati UIF 2025
Nel 2025 la UIF ha ricevuto 162.058 Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS), il livello più alto mai registrato, con una crescita dell’11,5% rispetto al 2024. Un segnale chiaro: i controlli si intensificano e chi non è in regola è sempre più esposto.
Un dato colpisce in modo particolare: nel 2025 oltre il 50% delle SOS inviate dai professionisti (notai, commercialisti, avvocati) ha avuto come oggetto operazioni immobiliari. Quando un professionista segnala un’operazione sospetta, nella maggior parte dei casi c’è di mezzo un immobile. Il mercato immobiliare è strutturalmente esposto a rischio alto di riciclaggio, e le autorità ne sono pienamente consapevoli.
Eppure le agenzie immobiliari continuano a segnalare pochissimo. Un numero che la stessa UIF ha più volte indicato come sintomo di sotto-segnalazione strutturale del settore — e che non va letto come una buona notizia, ma come un segnale di presidi spesso inadeguati. Ed è esattamente su questo che si concentra l’attività ispettiva della UIF quando arriva in un’agenzia.
Una scelta di responsabilità
Noi non imponiamo nulla. Non facciamo terrorismo. Prendiamo posizione.
Perché vediamo cosa succede quando le agenzie sono pronte. E vediamo cosa succede quando non lo sono.
La vera domanda, alla fine, non è « Sono obbligato? »
« Se oggi dovessi dimostrare come lavoro, sarei tranquillo? »
Noi conosciamo la risposta. Ed è per questo che continuiamo a consigliare di predisporre tutto prima, non quando è troppo tardi.
La tua agenzia è pronta per una verifica?
Il team Regold supporta le proprie agenzie nella predisposizione della procedura interna, della delega del Referente SOS, della formazione antiriciclaggio e nella gestione degli strumenti utili a tutelarsi in ogni fase operativa. Per qualsiasi chiarimento, contatta il tuo referente Regold.
Scrivi un commento