Decreto 4 novembre 2020: spiegazione del nuovo DPCM per Agenti Immobiliari. Regioni rosse, arancioni e gialle. 4 Scenari di gravità. Autocertificazione.

Nuovo DPCM 4 novembre 2020. Decreto Agenti Immobiliari

Le nuove misure del DPCM: come gli Agenti Immobiliari devono gestire appuntamenti, visite agli immobili e autocertificazione

Da domani sino al 3 dicembre saranno in vigore le misure previste dal DPCM 4 novembre 2020. Ma cosa dice il nuovo decreto e quali sono le conseguenze per gli Agenti Immobiliari? Come dovranno gestire appuntamenti e visite presso gli immobili? Quando utilizzare l’autocertificazione e in che modo compilarla?

Il Premier Conte e il suo esecutivo hanno approvato (l’ennesima) misura d’emergenza che sostituisce il DPCM 24 ottobre 2020 (che, a sua volta, aveva sostituito il DPCM 18 ottobre 2020) per tentare di arginare l’emergenza sanitaria e tenere sotto controllo una curva dei contagi in salita esponenziale.

Il Decreto 4 novembre 2020 impone forti restrizioni per alcune zone e si avvicina molto al lockdown della primavera scorsa, seppur con differenze significative, in particolare per quanto riguarda l’introduzione di una divisione in regioni rosse, arancioni e gialle sulla base di 4 scenari di gravità. Una “stretta” che sta ponendo interrogativi, dubbi e incertezze per i Professionisti del Real Estate. Per questo vogliamo fornire agli Agenti Immobiliari una spiegazione completa e chiara del nuovo DPCM, ripercorrendo i punti salienti del decreto e gli effetti sul lavoro dei mediatori. Ma vogliamo anche fornire un quadro di strumenti e soluzioni per reggere l’impatto di un’emergenza che presenta alcune similitudini con quella di marzo. 

DPCM 4 novembre 2020: spiegazione del nuovo decreto 

Prima di addentrarci nei punti salienti della misura, occorre una spiegazione del nuovo decreto partendo dai suoi principi generali. Infatti il DPCM 4 novembre 2020 impone un “lockdown selettivo”, sulla falsariga del modello adottato in Germania. Vuol dire che ci sarà una base di regole valide per tutta Italia ma, in dipendenza dalla situazione di gravità, potranno essere applicate ulteriori restrizioni (quasi) automatiche. 

Il decreto introduce significativi cambiamenti generali rispetto al precedente DPCM 24 ottobre. I principali sono:

  • Coprifuoco a partire dalle ore 22.00 sino alle 5.00 del mattino. In questo lasso di tempo non ci si potrà spostare per nessun motivo, salvo che per comprovate esigenze lavorative o di salute. Ci si dovrà dotare di un’autocertificazione.
  • Chiusura di bar, ristoranti e attività di somministrazione alimentare al pubblico dopo le 18.00 (ma possono restare aperti la domenica)
  • Riduzione del 50% della capienza dei mezzi pubblici
  • Rafforzamento della didattica a distanza per la scuola
  • Chiusure nel week-end dei centri commerciali
  • Divisione dell’Italia in zona rosse, arancioni e gialle: le regioni vengono classificate in base a 4 scenari di gravità, a ognuno dei quali corrispondono regole specifiche via-via più restrittive (da 1 – minor gravità, a 4 – massima gravità). Questa è sicuramente la novità principale.

DPCM 4 novembre 2020: regioni rosse, arancioni e gialle. Scenari di gravità, spostamenti e aperture delle Agenzie Immobiliari.

Nel DPCM 4 novembre 2020 è previsto un sistema di classificazione che distingue le regioni in rosse, arancioni e gialle. Anche se a livello teorico sarebbero previste, l’ISS ha comunicato che in questo momento, nel paese, non esistono regione a gravità bassa, perciò non ci sono tecnicamente “regioni verdi”. Il nuovo decreto divide il territorio in 4 scenari di gravità calcolati sulla base di 21 fattori. Per questo si parla di “lockdown selettivo”, cioè di un sistema che non mira alla serrata totale e indiscriminata, quanto piuttosto ad attivare e disattivare restrizioni seguendo l’andamento epidemico territoriale. Nelle regioni a gravità maggiore (scenari 3 e 4) sono posti divieti agli spostamenti, obbligo di autocertificazione prima delle 22.00 e chiusure più estese. 

Ma vediamo nel dettaglio gli scenari di gravità quali sono e le regole valide nelle regioni gialle, arancioni e rosse.

  • Scenario 4 – Regioni rosse: è lo scenario peggiore, quello di gravità maggiore e molto vicino a un vero e proprio lockdown. Nelle regioni rosse la diffusione del virus ha un indice RT superiore a 1,5, che si traduce in una situazione davvero complessa per la tenuta del sistema sanitario e per il controllo dei contagi. Nelle zone a scenario 4 non ci si può spostare neppure all’interno della stessa regione. La circolazione delle persone è limitata al solo territorio comunale. Sono chiusi tutti i negozi tranne per gli alimentari, chi vende prodotti di prima necessità (come le farmacie) e i tabacchi, pur se inseriti all’interno dei centri commerciali. È necessaria l’autocertificazione per giustificare gli spostamenti che sono consentiti solo per motivi di lavoro o salute. C’è da capire come si devono comportare gli Agenti Immobiliari nella aree di scenario 4. Seguendo un’interpretazione estensiva, non dovrebbero poter aprire l’Agenzia al pubblico. Tuttavia ci sentiamo di dire che, in mancanza di specifiche che riguardano i mediatori del Real Estate e in attesa di precisazioni da parte delle autorità, le Agenzie possono considerarsi escluse dalla stretta delle chiusure. Quel che è certo è che gli Agenti possono effettuare gli appuntamenti presso gli immobili (continua a leggere per saperne di più). A ora le regioni rosse sono: Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte e Calabria.
  • Scenario 3 – Regioni arancioni: è lo scenario di gravità medio-alta. In queste aree la trasmissibilità è molto diffusa e deve essere moderata per evitare ricadute sul sistema sanitario. Nelle regioni arancioni, oltre al coprifuoco e alla serrata nel fine settimana dei centri commerciali, sono vietati gli spostamenti tra regioni e in comuni diversi da quello di residenza se non per comprovate esigenze lavorative o di salute. Per muoversi è necessario dotarsi dell’autodichiarazione. Le Agenzie Immobiliari che si trovano in zone di scenario 3 possono tenere aperti gli uffici al pubblico e organizzare visite agli immobili. Potrebbero esserci modifiche nei prossimi giorni, in dipendenza (anche) delle decisioni prese dagli organismi regionali, i quali hanno un certo potere nel decidere restrizioni specifiche, ma pare che l’attività degli Agenti Immobiliari non sia in pericolo. In questo momento le regioni arancioni sono: Sicilia e Puglia.
  • Scenari 1 e 2 – Regioni gialle: sono gli scenari di minore gravità. Si tratta di regioni in cui la trasmissibilità è sotto controllo oppure diffusa ma gestibile dal sistema sanitario locale, con un indice RT inferiore a 1. In queste zone è in vigore il coprifuoco dalle 22.00, la chiusura dei centri commerciali nel week-end ed è possibile spostarsi in altre regioni se sono allo stesso livello di rischio. Gli Agenti Immobiliari possono lavorare senza particolari problemi. A oggi le regioni gialle sono tutte quelle non inserite in zona rossa e arancione.

L’inserimento nelle fasce di scenario 3 e 4 ha una durata di 15 giorni: trascorsa tale finestra di tempo, vengono riconsiderati i 21 fattori e riassegnato o confermato il territorio a un livello di gravità. Il ministro Speranza ha dichiarato che ci sarà un aggiornamento settimanale sulla situazione delle regioni. C’è da considerare, comunque, che le amministrazioni regionali hanno margini di decisione e possono applicare norme specifiche attraverso le ordinanze. La situazione, dunque, è in costante aggiornamento.

DPCM 4 novembre 2020 e Agenti Immobiliari: gestione degli appuntamenti in Agenzia e visite agli immobili secondo il nuovo decreto

Alla luce del DPCM 4 novembre 2020, come si devono regolare gli Agenti Immobiliari? Cosa comporta il nuovo decreto in termini di gestione degli appuntamenti in Agenzia e visite agli immobili?

La differenza sostanziale la fa proprio il meccanismo di classificazione delle regioni. Gli Agenti Immobiliari sono costretti ad adattarsi allo scenario di gravità territoriale.

Per chi opera nelle regioni gialle e arancioni, è sicuramente possibile tenere aperta l’agenzia al pubblico e ricevere i clienti sia in ufficio che presso gli immobili da visitare. Ovviamente è importante la sicurezza: distanziamento interpersonale di almeno un metro, mascherina correttamente indossata, disinfezione frequente delle mani ed evitare di esporsi a persone che manifestano sintomi.

Per gli Agenti Immobiliari che si trovano nelle regioni rosse la situazione -onestamente- non è limpida. In attesa di chiarimenti precisi da parte delle istituzioni, possiamo dire che l’apertura delle Agenzie al pubblico è consentita. Ipotesi per la quale attendiamo conferme, ma al momento gli Agenti non dovrebbero subire divieti in tal senso.

Allo stesso modo sono permesse le visite presso gli immobili. Prendendo spunto dall’esperienza della primavera, all’epoca della Fase 2 ci si era arrovellati sulla possibilità di concordare un appuntamento in loco coi clienti. Alla fine, si era capito che le visite agli immobili (anche occupati) erano consentiti. Essendo una situazione molto simile, possiamo applicare un’analogia e aspettarci un via libera agli appuntamenti sul posto. Prendendo spunto dall’approccio di maggio, gli Agenti Immobiliari in zona rossa possono portare i clienti in visita con l’accortezza di avere con sé l’autocertificazione e con le cautele necessarie (mascherina, distanziamento e via dicendo). La fattispecie rientrerebbe, infatti, nelle “comprovate esigenze lavorative”.

Vi invitiamo a tenere sotto controllo il nostro blog (dove vi forniremo tempestivamente tutti gli aggiornamenti),  il sito del Governo (nell’area riservata alle FAQ sul Decreto) e i siti delle regioni. Come già detto, il DPCM 4 novembre 2020 ha un funzionamento selettivo, nel senso che impone restrizioni in base alle situazioni particolari. Le regioni possono formulare regole ulteriori, quindi è opportuno verificare come si muovono nello specifico le istituzioni regionali.

DPCM 4 novembre 2020, appuntamenti e visite degli Agenti Immobiliari: quando serve l’autocertificazione e come compilarla

Come abbiamo visto, il nuovo decreto obbliga a dotarsi di autocertificazione in diversi casi: nelle regioni rosse e arancioni per ogni spostamento; per le gialle solo dopo le 22.00.  Quando serve l’autocertificazione agli Agenti Immobiliari e ai loro clienti? E come compilarla?

Nelle regioni gialle il problema praticamente non si pone: infatti visitare un immobile o ricevere in Agenzia dopo le 10 della sera è improbabile.

Nelle regioni arancioni e rosse è meglio averla con sé. L’appuntamento o la visita, infatti, ricadono nell’attività lavorativa.

Potete scaricare il modulo valido di autodichiarazione QUI.

Come si compila il modulo? Cosa devono scrivere Agenti Immobiliari e clienti nel caso debbano incontrarsi in ufficio o eseguire un sopralluogo presso un immobile?

Per quanto riguarda l’Agente dovrebbe bastare la spunta su “Comprovate esigenze lavorative” nel momento in cui si allontana dall’ufficio.

Il cliente, invece, sia che debba effettuare un sopralluogo assieme all’Agente, sia per un incontro in Agenzia, può opzionare la casella “Altri motivi ammessi” specificando con una formula del tipo: “Appuntamento/visita per valutazione/locazione/acquisto/vendita di immobile con servizio di Agenzia Immobiliare”.

Ovviamente attendiamo linee guida ufficiali del governo. Al momento, in una fase in cui i dubbi sono tutt’altro che sciolti, potrebbero verificarsi delle incomprensioni con valutazioni diverse degli accertatori in dipendenza dei territori e dei casi. Mentre per gli Agenti il problema della compilazione corretta dell’autodichiarazione praticamente non c’è, per mettere al sicuro i clienti nelle regioni arancioni e rosse è una buona idea chiedere al comando di polizia locale, alla questura o agli organi competenti la loro interpretazione della situazione. È bene anche verificare normative particolari insistenti sul territorio, come ordinanze comunali o regionali. Ottenuto un via libera diretto, il cliente non rischierà multe o sanzioni.

DPCM 4 novembre 2020 e Agenti Immobiliari: nuovo lockdown e soluzioni per portare avanti le trattative

Il DPCM 4 novembre 2020 porta con sé lo spettro di un nuovo lockdown e la preoccupazione che ne consegue. Al momento non ci sono particolari problemi per l’operatività degli Agenti Immobiliari, ma la situazione potrebbe modificarsi nel giro di pochi giorni.

Di certo i mediatori che già si trovano nelle regioni a scenario 4 devono fare i conti con condizioni professionali non semplici. 

Una minore circolazione delle persone, un senso di preoccupazione e di rischio percepito, limiti e divieti rendono ostico salvaguardare agenzia e fatturato.

Esistono soluzioni per portare avanti le trattative anche con le imposizioni del nuovo decreto? E per salvaguardare l’attività da eventuali future restrizioni? Se sì, quali sono?

Quando in primavera ci fu il primo lockdown, moltissimi Agenti Immobiliari compresero quanto fosse importante far proseguire il flusso di lavoro. Perciò ascoltarono il nostro consiglio di dotarsi di strumenti per lavorare a distanza. A fare la differenza, in particolare, fu Firma Elettronica Avanzata: un servizio che consente di firmare moduli e documenti senza bisogno di compresenza fisica e con valore probatorio. Grazie al Firma Elettronica di Regold, moltissimi Professionisti del Real Estate riuscirono a reggere l’impatto avanzando nelle trattative, incassando le provvigioni e migliorando la propria offerta. In questo momento è -forse- ancora più fondamentale utilizzare questa soluzione per tre motivi:

  • Abbiamo potenziato Firma Elettronica Avanzata (FEA) con un aggiornamento decisivo, migliorandola in termini di stabilità, sicurezza, velocità e facilità di utilizzo.
  • Perché in un contesto di mutamento costante e di incertezza, offre la sicurezza sia all’Agente che al cliente di riuscire portare a termine l’affare indipendentemente dai cambiamenti
  • Perché moltissimi Agenti Immobiliari l’hanno adottata o la stanno adottando e i clienti cominciano ad abituarsi al servizio e lo pretendono ora più che mai.
Vai a Firma Elettronica

Ma c’è dell’altro. Già i precedenti decreti avevano introdotto l’accelerazione verso lo smart-working della Pubblica Amministrazione. Il nuovo DPCM spinge ulteriormente verso questa direzione. Processo al quale, evidentemente, la P.A. non si è fatta trovare pronta. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, in particolare sotto quelli degli Agenti Immobiliari: pratiche bloccate, rallentamenti estenuanti, impossibilità a far avanzare le procedure burocratiche e affari inchiodati. 

Lo smart-working poco efficiente della Pubblica Amministrazione e la limitazione degli accessi agli sportelli obbligano i Professionisti del Real Estate a dotarsi di soluzioni che riescano a bypassare l’accesso fisico alle istituzioni con procedure telematiche. Un esempio è il rivoluzionario servizio di Registrazione Preliminari, col quale si possono registrare proposte d’acquisto e compromessi con un procedimento online e per tutti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Vai a Registrazione Preliminari

In ultimo, mai come ora gli Agenti devono mostrare il loro valore alla comunità e ai clienti. Il momento è duro per tutti e ci si attendono situazioni di sofferenza. Solo un paio di giorni fa vi avevamo spiegato come inserire una clausola Covid nel contratto di affitto per proteggere le parti. Ma è davvero fondamentale che i Professionisti del Real Estate offrano il loro apporto in un momento delicatissimo, per esempio rinegoziando il canone di locazione. Si tratta sia di un servizio tanto utile e apprezzato dai clienti, sia di un’opportunità di lavoro ulteriore.

Vai a Rinegoziazione del Canone

Per concludere: abbiamo visto cosa dice il nuovo decreto e le conseguenze per gli Agenti Immobiliari del DPCM 4 novembre 2020. L’Italia viene divisa in 4 scenari di gravità, corrispondenti -nei fatti- a 3 zone a rischio differente: regioni gialle, arancioni e rosse. Questo modello selettivo fa sì che nelle zone rosse si applichi un approccio molto simile al lockdown. La buona notizia è che, indipendentemente dalle aree, sembra che gli Agenti Immobiliari non subiscano particolari divieti e possano tenere aperto e lavorare. Importante è l’autodichiarazione per chi opera nelle zone di scenario 3 e 4. Al di là delle situazioni particolari, Regold propone strumenti e soluzioni costruiti ad hoc per gli Agenti, mai come ora necessarie per affrontare un periodo di emergenza e in perenne trasformazione.

Vai a Regold