L’Agenzia delle Entrate sta eseguendo controlli sui contratti di locazione registrati in maniera tardiva. La nostra guida per difendervi attraverso un caso reale.

L’Agenzia delle Entrate sta eseguendo controlli sulle imposte di bollo per i contratti di locazione registrati in maniera tardiva. Nulla di strano, se non fosse che la verifica della regolarità o meno dei versamenti è tutt’altro che semplice. Come tutelarvi, dunque, di fronte a una sanzione che è difficile da obiettare? Vi raccontiamo un caso successo a un nostro cliente, che vi aiuterà a comprendere gli inghippi e il modo per risolvere una situazione tediosa.

La sanzione sull’imposta di bollo

Nel maggio del 2016 è stato registrato un contratto di locazione tardivo, versando le quote previste per il superamento dei termini.

Pochi giorni fa, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato una sanzione motivandola con l’errato conteggio della differenza tra il dovuto e l’effettivo versato, compreso del ritardo.

A questo punto abbiamo ricontrollato i conteggi del 2016 e sono risultati corretti. Allora perché l’Agenzia delle Entrate pretende il pagamento di una sanzione?

Il mistero della sanzione sull’imposta di bollo

Di fronte alla sanzione, l’Agenzia delle Entrate ha spedito al cliente alcuni documenti ufficiali a dimostrazione della legittimità della pretesa. Ma da nessuna parte viene specificato come abbiano calcolato l’importo dovuto. Riuscire a comprendere come si sia arrivati alla cifra richiesta per la sanzione è praticamente impossibile. Come se non bastasse, poi, l’Agenzia si rifà all’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472 che è in vigore dal dicembre del 2016. Ma il contratto è stato registrato in maggio. Quindi, l’efficacia del decreto dovrebbe essere retroattiva, elemento di cui non si fa cenno da nessuna parte, tantomeno nel testo della norma.

Il paradosso della prova

In pratica, cosa si contesta al cliente? L’Agenzia delle Entrate rileva errato il calcolo fatto a Maggio 2016 e comunica la sua “tabella” con i conteggi corretti anche se la stessa è in vigore dal Dicembre 2016. Pertanto calcolano una sanzione sulla differenza non versata.

Sorgono due ordini di problemi:

  • Come già detto, si tratterebbe di un’efficacia retroattiva che non sembra essere ammessa da nessuna parte
  • Non c’è modo di risalire a un documento ufficiale del 2016 che possa dimostrare il calcolo per il periodo considerato. Infatti non è possibile leggere le “Specifiche tecniche” dell’epoca perché il file non è presente sulle piattaforme ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, essendo stato sostituito dai documenti aggiornati

Impossibile controllare?

L’Agenzia delle Entrate permette di aprire un’istanza per verificare la legittimità della sanzione. Purtroppo, però è una via impercorribile sia perché in pochi si potrebbero avvalere della consulenza di un avvocato ben più costosa, sia perché non c’è modo di addurre delle “prove”. Non avendo spiegazioni circa il calcolo della sanzione e, soprattutto, non potendo verificare dai documenti ufficiali rilasciati dall’Agenzia delle Entrate è impossibile aver ragione.

Come fare quindi?

ReGold ha già la soluzione

Con noi sei in buone mani. I nostri conteggi (compresi quelli del cliente in questione) sono sempre aderenti alle normative. Ma qualche volta succede che la burocrazia e le interpretazioni mettano i bastoni tra le ruote. Ricorda che l’Agenzia delle Entrate è organizzata in uffici territoriali che hanno margini di autonomia, quindi capita che da luogo a luogo le decisioni cambino. Basterebbe che l’Agenzia rendesse disponibili sui suoi ambienti (e quindi in modo ufficiale) i file “Specifiche tecniche” passati, così da permettere una verifica dei calcoli eseguiti. A oggi non è così, ma ci auguriamo che in un futuro molto prossimo si possa cambiare.

Ci siamo immediatamente attivati per far fronte alla situazione, controllando tutti i contratti registrati in maniera tardiva dal 2016 e prendendo contatti con i singoli uffici dell’Agenzia delle Entrate per ottenere valutazioni interpretative che siano di supporto ai nostri clienti. 

Ci hanno già scelto oltre 5.000 clienti. Un buon motivo ci sarà, cioè che ti aiutiamo a superare i problemi.